ACCESSORI
Bisellatura Per bisellare si usano mole a tazza diamantate a legante metallico, mole a tazza diamantate a legante resinoide e feltri (tamponi) con ossido di cerio liquido. La bisellatura è l'operazione più di cile da e ettuare in quanto le variabili di lavorazione sono più presenti che nelle altre lavorazioni e inoltre la qualità richiesta è superiore proprio per la tipologia "estetica" del bisello. Si guarda normalmente a un bisello da 30 mm su uno specchio in maniera più critica che a un qualunque lo piatto o tondo proprio perché gli eventuali difetti balzano di più all'evidenza e sono riscontrabili anche da un occhio non esperto. Inoltre tecnicamente si deve considerare che per fare un bisello 30 mm con asportazione 2,5 a velocità di 2 m/min si devono asportare 1,25 centimetri cubi di vetro al secondo spingendo sul lato del vetro stesso e quindi provocandone la essione in misura maggiore quanto più il vetro è sottile, mentre per fare un lo piatto su un vetro da 6 mm a vel.3,0 m/min si devono asportare 0,45 centimetri cubi di vetro al secondo (circa un terzo del precedente) e lavorando sul bordo dove il vetro non può ettere lateralmente ma al massimo vibrare se molto sottile di spessore.
Molto importanti sono inoltre l'angolo di lavoro e la posizione del bordo del vetro rispetto al centro mola che nel caso delle bisellatrici Bovone è variabile alzando o abbassando il cingolo posteriore sul quale appoggia il vetro. Molatura a lo piatto con rettilinee verticali o bilaterali Per molare un vetro piano a lati rettilinei (non sagomato) si usano obbligatoriamente, come primo passaggio, una o più mole diamantate a legante metallico per l'asportazione della quasi totalità del vetro e per la nitura si possono usare due tipologie diverse di utensili e cioé le mole lucidanti di varia granulometria con eventualmente l'ultima ad abrasivo ossido di cerio o mole diamantate a legante resinoide e feltri con ossido di cerio liquido.
Nel primo caso la qualità di nitura sarà inferiore perché il "passo mola" sarà più evidente e la nitura meno brillante, mentre nel secondo caso si tratta il lo piatto come se fosse un bisello con evidenti miglioramenti di qualità. Molatura a lo tondo con rettilinee verticali o bilaterali La molatura a lo tondo è probabilmente l'operazione più comune nel campo vetrario. È molto frequente l'uso di bilaterali lo tondo che possono arrivare anche a velocità di 10-12 metri.
Le velocità più comuni sono comunque sui 6-8 m/min e normalmente si usano 2 o 3 mole diamantate a legante metallico e due o tre mole lucidanti di granulometria variabile da 40 a 180 mesh. La granulometria del diamante dipende essenzialmente dallo spessore del vetro da molare. Ovviamente su vetri sottili la quantità di vetro da asportare è poca e quindi si possono usare grane ni che producono poche schegge e consentono velocità più alte (per esempio 200/230 mesh + 270/325mesh) mentre per vetri di spessore superiore si dovrà partire con grane superiori con dimensione che possono arrivare a 80/100 mesh. Molatura con macchine a controllo numerico Questo tipo di molatura viene comunemente e ettuata per lavorare vetri sagomati o che presentino rientranze rettilinee o tonde che non possono venire molate dalle normali rettilinee di cui sopra, e le variabili di lavorazione come sagoma del pezzo, asportazione, velocità e numero dei giri delle mole sono gestite da un software impostato dall'operatore.
In particolare la possibilità di variare il numero dei giri del motore (Rpm) permette di poter usare una grande varietà di diametri di mole. Per esempio per entrare in archi di curva interni piccoli si deve conseguentemente diminuire il diametro degli utensili e aumentare gli Rpm per avere comunque una velocità periferica della mola su ciente al taglio. La velocità periferica è una variabile molto importante e i migliori risultati si ottengono con velocità da 22 m/sec a 35 m/sec.
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